Arcieri, o meglio "Arcatores", era il nome di una categoria di combattenti che già in epoche anteriori al Medioevo avevano dato il loro supporto decisivo in numerose guerre.
Immaginate di dover avanzare su di un campo di battaglia, appesantiti dall'armatura, dallo scudo, dalle armi ed ostacolati da un terreno accidentato. Le schiere sono una di fronte all'altra, credete di essere ancora al sicuro ma ecco una pioggia di centinaia, migliaia di frecce cadere dall'alto con una lunga parabola e falciare inesorabilmente tutto quello che colpiscono.
L'arco era di legno (tasso o frassino), più raramente di corno e tendine ed era lungo da uno a due metri. Un arciere medioevale lanciava una freccia con tiro a parabola sino a 200 metri di distanza e la freccia, arrivando, aveva ancora un'efficacia devastante. Si ha notizia di arcieri gallesi in grado di scagliare con precisione fino a 12 frecce al minuto; pensate dunque cosa significava per i soldati e cavalieri cercare di avanzare venendo bersagliati in quella maniera.
Quando la battaglia passava al corpo a corpo gli arcieri stessi non disdegnavano poi di parteciparvi; abbandonato l'arco, ormai inutile, si trasformavano in efficaci reparti di fanteria leggera brandendo spade corte e piccoli scudi detti "rotelle".