La scherma si affida ai dettami degli originali trattati dell'epoca ("Flos duellatorum", "Talhoffer", Filippo Vadi, ecc.) e le tecniche apprese prevedono l'utilizzo di bastoni, spade, lance, scudi, elmi e corazze storicamente ricostruite. Gli allenamenti vengono condotti settimanalmente e questo perché riteniamo prioritario dare dei solidi "fondamentali" di scherma antica a tutti i praticanti. Nei gruppi a tema medioevale è molto diffusa l'abitudine di ricorrere a duelli cosiddetti "combinati", vale a dire a coreografie (talvolta anche molto spettacolari e di ottima riuscita) nelle quali i combattenti si scambiano colpi precedentemente provati e concordati. Al riguardo è bene chiarire che non abbiamo niente contro questo tipo di pratica (noi stessi a volte vi ricorriamo) ma pensiamo giusto sottolineare che prima bisogna imparare la scherma e dopo si possono preparare i duelli combinati. Le ragioni?
- La scherma medioevale merita di essere conosciuta e, come tutte le arti marziali, ha regole e principi collaudati. La scherma non si improvvisa e non si inventa: si maneggiano spade vere e ne va della salute di chi ci sta intorno.
- Se due persone sono abituate ad allenarsi ed a praticare la scherma combattendo "in libero" (ossia senza accordi di sorta) il duello "combinato" avrà sicuramente una riuscita migliore, sarà rapido, convincente e si eviteranno ricostruzioni palesemente inattendibili con colpi lenti o fuori distanza.
- La sicurezza di chi combatte sarà salvaguardata. Infatti, nel momento in cui si esegue un "combinato", non c'è nessun rischio fintanto che il proprio compagno si ricorda la lezione ma… se deve arrivare uno "sguarlembro" ed il vostro socio tira un "falso" poveri voi! A meno che non siate pronti a sottrarvi oppure a parare, capaci insomma di "leggere" il colpo e non semplicemente di aspettarlo perchè sapete che deve passare di lì.
- Ultima e più importante ragione: la scherma medioevale è dannatamente divertente. Conoscerla e praticarla vi soddisferà moltissimo ed avrete anche modo, durante le manifestazioni, di confrontare le vostre capacità con componenti di altri gruppi (il tutto amichevolmente e nel reciproco rispetto). Vi impegnerete, imparerete e quando sarà il momento di buttarvi in una battaglia (se ne organizzano tante in Italia con decine e decine di combattenti) potrete farlo con serenità.
IL DUELLO
Così racconta Chrétien de Troyes (1135 - 1183 circa):
Il duello poteva nascere da motivi di onore o di vendetta, ma poteva anche essere il preludio ad una battaglia quando, prima dello scontro collettivo, i campioni delle rispettive parti scendevano in campo affrontandosi di fronte agli eserciti schierati.
Non mancavano però duelli in tempo di pace, duelli assolutamente legittimi come quelli che animavano i tornei (dei quali parleremo oltre) e che consentivano al vincitore di arricchirsi in quanto lo sconfitto diventava un suo prigioniero ed oltre a dovergli cedere armi ed armature (di grande valore) doveva anche pagargli un riscatto per poter tornare in libertà.
Mutuata dai costumi delle popolazioni barbariche, restava infine viva l'usanza della "ordalia" o "duello giudiziale" destinato, cioè, a risolvere una questione civile o penale laddove la giustizia non avesse elementi certi per procedere.
Tali tipi di combattimenti vennero lungamente praticati e ci sono pervenute cronache dettagliate che testimoniano lo svolgimento di duelli giudiziali ad esempio a Padova nel 1395 (tra messer Buzacardo e messer Galiazo) ed a Pavia nel 1399 (tra il tedesco Sirano e un tal Giovannino di Badagio da Milano).
Il duello veniva concordato e si svolgeva in luogo pubblico talvolta all'interno di uno steccato con folto pubblico intorno.
L'evoluzione del duello lungo i secoli arrivò al punto tale che nel 1300 il duello venne codificato; si creò cioè un codice, un sistema di norme che ne disciplinavano lo svolgimento con procedure da seguire prima, durante e dopo.
A chiusura citiamo un dato interessante che proviene dal trattato di scherma tedesco del maestro Hans Talhoffer: tra le diverse tavole che illustrano le tecniche di combattimento ve ne sono alcune che mostrano le modalità per svolgere un duello giudiziale tra un uomo ed una donna, cosa insolita visto che le ragioni della donna venivano di solito tutelate da un uomo.
Nei casi in cui ciò non accadeva l'uomo doveva combattere stando dentro ad una buca alta sino alla vita usando una mazza di legno e la donna poteva muoversi girandogli intorno e colpendo con una sorta di mazza snodata.
Giannetto di Belforte











